Cheratocono
Che cos'è il Cheratocono?
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Il cheratocono è una distrofia non infiammatoria e autolimitante che interessa la porzione centrale della cornea, la quale si assottiglia progressivamente e diviene ectasica, ovvero tende a decentrarsi ed aumentare di curvatura.
E' una condizione variabile che tipicamente compare poco dopo la pubertà (seconda decade di vita). L'affezione è bilaterale, anche se può assumere gravità ed evoluzioni diverse nei due occhi, con un'incidenza stimata intorno ai 0,5/2 casi su 1000,7 di cui la condizione monolaterale si presenta solo tra il 2 e 7 % dei casi7. La sintomatologia iniziale è rappresentata da una riduzione del visus dovuta ad un astigmatismo miopico1 ingravescente e progressivamente irregolare, per effetto della distorsione centrale, principalmente perchè l'apice del cono assume una posizione decentrata. Questo vizio refrattivo è compensabile solo nelle sue fasi iniziali con SCL o occhiali, ma la miglior compensazione possibile rimane l'utilizzo di lenti rigide gaspermeabili , che eliminano ogni discontinuità di superficie grazie al liquido lacrimale che si interpone tra lente e cornea. La cornea, comunque, va incontro nell'arco di 5-10 anni, ad una progressiva ectasia con cicatrici a livello della membrana di Bowman, strie della membrana di Descemet (strie di Vogt) e depositi ferrosi alla base del cono (anello di Fleischer). In caso di progressione avanzata della condizione degenerativa, il trattamento elettivo consiste nel trapianto corneale, lamellare o perforante . Una condizione molto rara di cheratocono, è la distrofia marginale pellucidao PMD (dall'inglese Pellucid Marginal Distrophy) che, come il cheratocono, rappresenta una progressiva condizione degenerativa corneale a incidenza bilaterale ma caratterizzata da una porzione ectasica localizzata solo nella periferia inferiore della cornea tra le ore 4 e 8; anch'essa in grado di generare forti valori astigmatici per la marcata irregolarità che presenta nel quadrante inferiore dell'asse visivo.
Di seguito potete visionare un video realizzato dall'Associazione Malati di Cheratocono che interpreta la difficoltà di visione di un malato.
E' una condizione variabile che tipicamente compare poco dopo la pubertà (seconda decade di vita). L'affezione è bilaterale, anche se può assumere gravità ed evoluzioni diverse nei due occhi, con un'incidenza stimata intorno ai 0,5/2 casi su 1000,7 di cui la condizione monolaterale si presenta solo tra il 2 e 7 % dei casi7. La sintomatologia iniziale è rappresentata da una riduzione del visus dovuta ad un astigmatismo miopico1 ingravescente e progressivamente irregolare, per effetto della distorsione centrale, principalmente perchè l'apice del cono assume una posizione decentrata. Questo vizio refrattivo è compensabile solo nelle sue fasi iniziali con SCL o occhiali, ma la miglior compensazione possibile rimane l'utilizzo di lenti rigide gaspermeabili , che eliminano ogni discontinuità di superficie grazie al liquido lacrimale che si interpone tra lente e cornea. La cornea, comunque, va incontro nell'arco di 5-10 anni, ad una progressiva ectasia con cicatrici a livello della membrana di Bowman, strie della membrana di Descemet (strie di Vogt) e depositi ferrosi alla base del cono (anello di Fleischer). In caso di progressione avanzata della condizione degenerativa, il trattamento elettivo consiste nel trapianto corneale, lamellare o perforante . Una condizione molto rara di cheratocono, è la distrofia marginale pellucidao PMD (dall'inglese Pellucid Marginal Distrophy) che, come il cheratocono, rappresenta una progressiva condizione degenerativa corneale a incidenza bilaterale ma caratterizzata da una porzione ectasica localizzata solo nella periferia inferiore della cornea tra le ore 4 e 8; anch'essa in grado di generare forti valori astigmatici per la marcata irregolarità che presenta nel quadrante inferiore dell'asse visivo.Di seguito potete visionare un video realizzato dall'Associazione Malati di Cheratocono che interpreta la difficoltà di visione di un malato.

